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Poesia nuovo rock

21 marzo 2017 - Giornata Mondiale della Poesia.

Per festeggiare la giornata mondiale della poesia il CSV ha lanciato un'iniziativa e raccolto poesie su tematiche sociali. Ecco la vostra versione rock! Buona lettura.

A Galdino
(presidente San Vincenzo Padova)

Ora che il calicanto sfiorisce
e altri fiori prepotentemente schiudono
il tuo corpo perde quest'ultimi petali
per lasciare l'anima sbocciare mansueta

dal CSV 

SE SOLO ASCOLTASSI di Marta (ass. Noi e il Cancro-Volontà di vivere)
Se solo ascoltassi, senza fretta,
con tutto l’amore necessario,
lo scorrere della vita accanto al fiume
e ne sapessi fare memoria,
potrei un giorno dire, e solo allora,
di aver vissuto,
oltre ogni tempesta,
come madre,
sulla madre terra.

 

Dialogo tra popoli di Annalia Gobbi

Se le emozioni fossero vocaboli
che lingua parlerebbero?
Che carnagione indosserebbero?
Che nazionalità avrebbero?

Come il profumo di un fiore
non si esprime a parole,
l'aroma ti sussurra frasi affettuose..

e il dolce sapore di un frutto appena colto
non cambia intensità se ne conosci la provenienza..

e la melodia del canto di un usignolo
ti culla i pensieri
senza uno spartito..

e la commovente visione di un tramonto
ti conforta l'animo
senza criticare il tuo vissuto

e la vellutata morbidezza di un petalo di rosa
ti accarezza sensualmente la pelle
senza distinzione di colore

La sensibilità dovrebbe essere la lingua dei popoli,
il cuore la nazionalità.

Manicomio e’ parola assai più grande da Terra Santa (edita nel 1984) Alda Merini

Manicomio è parola assai più grande
delle oscure voragini del sogno,
eppur veniva qualche volta al tempo
filamento di azzurro o una canzone
lontana di usignolo o si schiudeva
la tua bocca mordendo nell’azzurro
la menzogna feroce della vita.
O una mano impietosa di malato
saliva piano sulla tua finestra
sillabando il tuo nome e finalmente
sciolto il numero immondo ritrovavi
tutta la serietà della tua vita.

 

di Laura (ass. Noi e il Cancro-Volontà di vivere)

Le mani si intrecciano
si toccano,si accarezzano
si aggrovigliano
quasi a perderne l’identità.
Queste mani si ritrovano ed emanano amore.
L’amore che io ho per te,
l’amore rimasto troppo dentro di me
a mio esclusivo uso.
Ho pensato di essere la sola ad amare,
ho pensato che l’amore
il tuo,
mi era dovuto.
Ora ti stringo le mani,
mi piacciono le tue mani,
le mie, le tue.
Ora aggroviglio le mie mani con le tue,
non per perderne l’identità
ma
per ritrovarne una,
la nostra.

 

Viaggio di Sogno di Milazzo Caterina

Non ho visto nessun che sia tornato
Dall’Europa, verso dov’è andato.
Anch’io volevo fare questo viaggio
E sono partito dal mio villaggio.

C’era tristezza nell’andare via,
ma più curiosità da parte mia.
La solidarietà della mia gente
Mi ha sostenuto economicamente.

Andando a piedi scoprii un altro mondo:
folle di disperati pronti per salpare
su vecchie barche verso il mare profondo.

Azzurro ma anche infido era il mare;
il barcone che presi andò a fondo
e negli abissi smisi di sognare

 

di Luisa (ass. Noi e il Cancro-Volontà di vivere)

Non è il vento che grida la vita.
Non è la terra che vomita ciò che rifiuta.
Non è l'albero che plasma i cerchi della sua memoria.
Non è così difficile lasciarsi abbracciare dal respiro del mondo.

 

Riportiamo di seguito un estratto del libro "Alzheimer d’amore" a cura di Franca Grisoni - ed. Interlinea.  «Dall’incontro con la poesia "Alzheimer, madre" di Davide Rondoni è iniziata la mia ricerca»: così Franca Grisoni racconta l’avvio del suo percorso, che dal 2008 ad oggi l’ha portata a raccogliere e commentare poesie sul morbo d’Alzheimer di quegli autori, noti ma anche d’occasione, che si sono lasciati coinvolgere nella malattia per pochi versi, per una o più poesie, o per un’intera raccolta.

Alzheimer, madre

– l’hai vista passare,
ti ha riconosciuto?

come fare a imparare la scena
dove siamo finiti

è proprio lei la mamma
l’angelo con gli occhi incomprensibili
che annuncia: non vi sarà più tempo.

Ora artigliaci Dio
tienici nel tuo
alzheimer d’amore,
perdiamola tutti
la memoria del male

se ne vada come una canzone dalle labbra
e dalle pianure bianche dei nomi
(Davide Rondoni)

 

Per il Padre

Se ti vedo che leggi sei un’icona
d’altri tempi, li sulla poltrona
col tuo giornale in mano e il libro accanto
il cuore mi fa festa, tu ci sei!

Sei tu, ma leggi contromano
E allora piano piano torna il pianto
(Giorgio Manacorda)

da Alzheimer d’amore a cura di Franca Grisoni - ed. Interlinea

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