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CSV - Centro Servizio Volontariato Provincia di Padova

'Museo a rischio, servono volontari'

Data:
15.02.2012
Fonte:
Il Gazzettino di Padova
Pagina:
5
Categoria:
Sociale
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Contenuto articolo

INTERNATO IGNOTO L’appello di don Alberto Celeghin, il rettore del tempio di Terranegra

«Museo a rischio, servono volontari»

«Cerchiamo guide per accompagnare i visitatori»


Mercoledì 15 Febbraio 2012,

«Per continuare a tener aperto il Museo dell'Internamento abbiamo bisogno di volontari, magari insegnanti in pensione, che facciano da guida ai visitatori». Questo l'appello di don Alberto Celeghin, rettore del Tempio Nazionale dell'Internato Ignoto di Terranegra accanto al quale si trova anche il giardino dei Giusti. Chi volesse offrire la propria disponibilità, può telefonare ad uno dei seguenti numeri: 049851458, 3397144615, 0498033041.
      Nello scorso mese di gennaio ben mille studenti di terza media e delle superiori del Veneto e della Lombardia hanno visitato il museo, perciò si prevede che sarà facile superare le 3.500 presenze complessive registrate nel 2011. Nel periodo invernale è aperto al pubblico da giovedì a domenica (dalle 9 alle 12), ma per visite guidate di gruppi e scolaresche tutti i giorni della settimana, previa prenotazione.
      Il museo si compone di sue sale. Nella prima alcuni pannelli illustrano un itinerario cronologico di fatti accaduti tra il 1939 e il 1945. Nella seconda sono esposte foto che ricordano episodi di rilievo, quali la tragedia della Shoah, i bambini nei campi di concentramento. Tra gli innumerevoli oggetti esposti, i guanti di Mafalda di Savoia, morta nel campo di Buchenwald, alla quale è dedicato un altare nel Tempio, la giacca di don Giovanni Fortin (1909-1985) internato nel lager di Dachau per aver aiutato dodici militari dell'esercito inglese ricercati dai tedeschi dopo l'8 settembre 1943. Fu il sacerdote ad avere l'idea, dopo essere ritornato dal campo di concentramento, di far erigere il Tempio in ricordo degli internati morti nei lager nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale.
      Ampio spazio è riservato agli Internati Militari Italiani: soldati e ufficiali dell'Esercito italiano fatti prigionieri dopo l'8 settembre, che per quasi due anni condussero una vita di fame, fatiche, resistenza passiva per essersi rifiutati di passare tra le file dell'Esercito nazista o nella Repubblica Sociale Italiana di Mussolini. All'esterno del Museo, alcune targhe commemorative e un carro bestiame che evoca il viaggio degli internati verso i lager. Un luogo da visitare, per non dimenticare.