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Rassegna stampa

  • id
  • date time
    2013-05-09 09:29:12
  • Giovani europei a confronto sull’acqua come diritto
  • 2013-05-05
  • T.M., p. 20
  • Acqua bene comune, sancito dall’assemblea
    delle Nazioni Unite nel 2010 che ha riconosciuto
    l’accesso all’acqua potabile e ai servizi
    igienico sanitari come sacrosanto diritto
    umano e, a livello nazionale, dal referendum del
    2011 contro la privatizzazione dei servizi idrici,
    che ha raccolto le firme di 27 milioni di italiani.
    Acqua bene comune che interessa anche i giovani,
    detentori del futuro del pianeta. E per questo
    alto scopo, per crescere sensibili e allenati a pensare
    collettivamente e a diventare protagonisti
    della società civile, 82 ragazzi dai 18 ai 30 anni,
    provenienti da cinque paesi europei (oltre all’Italia:
    Slovenia, Belgio, Francia e Spagna), si riuniranno
    dall’11 al 14 maggio a Padova, negli spazi
    messi a disposizione da Casa a colori in via del
    Commissario, in occasione del forum europeo
    dei giovani per l’acqua.
    «L’evento, organizzato dal Cevi (Centro di
    volontariato internazionale) – rispondono Anna
    Brusarosco e Marco Iob, coordinatori del forum
    – vuole rafforzare la partecipazione giovanile
    sul dibattito democratico sulla salvaguardia
    dell’acqua nell’Unione Europea, in vista del
    2015 quando si concluderà il periodo dell’attuale
    direttiva quadro e verrà definita la nuova politica
    comunitaria su questo bene primario». Per garantire
    un futuro sostenibile all’ambiente, i giovani
    al forum europeo approfondiranno le questioni
    legate all’acqua come diritto da tutelare, e cercheranno
    di individuare proposte e strade concrete
    da sottoporre agli europarlamentari presenti
    per perseguire la concretizzazione dei diritti in
    Europa. Tra gli obiettivi del forum, oltre alla preparazione
    per l’appuntamento successivo – il forum
    europeo alternativo dei giovani che si terrà a
    Tolosa a luglio 2013 – c’è anche il desiderio di
    formare un movimento europeo giovanile per
    l’acqua, che metta insieme tutte le realtà già esistenti
    e operanti nei singoli paesi. «A livello europeo,
    la mobilitazione e l’interesse su queste tematiche
    è in costante crescita, numerose istituzioni
    si occupano di problemi legati all’acqua e
    le organizzazioni della società civile accrescono
    il loro coinvolgimento e la loro messa in rete».
    La scelta di Padova come sede del forum non
    è casuale: «Cercavamo un luogo facilmente raggiungibile,
    perché parteciperanno ragazzi che
    provengono non solo da tutta l’Italia, ma anche
    da altri quattro paesi europei. Abbiamo anche
    scelto Padova perché è una città dove la società
    civile è particolarmente attenta al tema, a partire
    dalla sua università».
    Nei giorni che trascorreranno a
    Padova, i giovani si confronteranno
    tra loro, ma anche con i parlamentari
    europei sul diritto all’acqua, per elaborare
    riflessioni e punti cardine da
    portare in Europa, che possano essere
    recepiti ed entrare a far parte delle
    nuove politiche comunitarie a partire
    dal 2015. «Domenica 12 alla sera
    realizzeremo anche un flashmob in
    centro – continua Bagnarosco – per coinvolgere
    la cittadinanza su quanto ci stiamo impegnando a
    realizzare». I giovani delle delegazioni non sono
    scelti a caso: hanno già vissuto esperienze o si
    sono formati in merito all’acqua come bene comune
    da tutelare, grazie alle loro esperienze legate
    al volontariato (Legambiente, Mani tese...),
    agli studi universitari che hanno intrapreso, al
    mondo del lavoro in cui sono inseriti e, anche, all’attivismo
    che hanno svolto durante la campagna
    referendaria del 2011.
    Interessanti i nomi dei relatori che interverranno
    al forum per dialogare con i giovani: Gabriella
    Zanzanaini, direttore degli affari europei
    per il cibo e l’acqua; André Abreu,
    ricercatore e attivista sul diritto all’acqua
    da oltre dieci anni, con
    esperienze in Brasile, Bolivia, Francia,
    Stati Uniti e altri paesi; Adriana
    Marquisio, responsabile della cooperazione
    internazionale all’Ose
    (Obras sanitarias del estado), l’ente
    statale dell’Uruguay che si occupa
    dell’acqua; Camila Olivera della
    fondazione Abril di Cochabamba;
    Christian Legros, direttore di Belgaqua, la federazione
    delle imprese dei servizi idrici belgi (99
    per cento pubblici). Per informazioni: www.
    cevi.coop

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