Associazione proponente: Il granello di senape
Quando: 22 maggio
Dove: Casa di Reclusione Due Palazzi
Prevenire è meglio che imprigionare
Ma quale prevenzione, se l’istigazione a delinquere spesso avviene a mezzo informazione?
Venerdì 22 maggio 2009 dalle 9 alle 16.30 - Casa di Reclusione di Padova
Il ricorso continuo alle logiche dell’emergenza è irresponsabile, la prevenzione è responsabile.
Occorre abbassare i toni, smettere di incitare l’opinione pubblica a farsi giustizia da sé e ragionare su tutte le forme possibili di prevenzione. La nostra proposta è un Tavolo di lavoro che promuova politiche di prevenzione nuove, basate sulle testimonianze dirette degli autori di reato, su un coinvolgimento diverso delle vittime, e su una mediazione sociale intesa come strumento per “ricucire lo strappo” tra la società e chi ne ha violato le regole.
Informazione, prevenzione e vittime
• L’informazione che “istiga a delinquere”, quella che invece sa parlare di “responsabilità condivisa”. “Quando c’è un castello di menzogne, l’unica possibilità che hanno i cittadini è di smascherarle. Ci vuole un paziente lavoro di ricostruzione dei pezzi di verità”: ne parlano Lorenzo Guadagnucci, giornalista, autore di “Lavavetri”, un libro sulle nostre ansie quotidiane, dai rom agli immigrati ai lavavetri, e Paola Reggiani, la sorella minore di Giovanna, la donna aggredita a Roma da un cittadino romeno il 30 ottobre 2007 e morta due giorni dopo.
• Le vittime usate dai media per incitare l’opinione pubblica all’odio, la vittime che decidono di “rompere la catena dell’odio”: interverranno Benedetta Tobagi, figlia di Walter Tobagi, giornalista ucciso dalle Brigate Rosse.
• I detenuti, la tragica esperienza del farsi giustizia da sé. Interverranno detenuti della Redazione di Ristretti Orizzonti.
• Dal dolore privato all’impegno nelle scuole, ma anche nelle carceri. Dodici storie di familiari delle vittime di mafia che hanno trasformato la sofferenza in denuncia e in lavoro concreto nella società, raccontate nel libro “Lotta civile”. Ne parlerà Antonella Mascali, l’autrice, giornalista di cronaca giudiziaria di Radiopopolare.
• L’emergenza è irresponsabile, la prevenzione è responsabile (la logica dell’emergenza, alimentata dalla cattiva informazione, con cui la politica affronta i problemi): Giovanni Torrente, docente di Sociologia giuridica dell’Università della Valle d’Aosta, autore della ricerca “Indulto. La verità, tutta la verità, nient’altro che la verità”.
Prevenzione e responsabilizzazione
Parleranno di comportamenti a rischio dei giovani:
• Insegnanti e studenti che hanno partecipato al progetto scuola-carcere;
• Gianfranco Bettin, sociologo, autore di “Eredi. Da Pietro Maso a Erika e Omar;
• Elena Valdini, autrice di “Strage continua. La verità sulle vittime della strada”;
• Roberto Merli, padre di Alessandro, ucciso l’8 gennaio del 2000, a soli 14 anni, da un automobilista, è responsabile della sede di Brescia dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada;
• Mauro Grimoldi, psicologo, autore di “Adolescenze estreme”;
• Don Gino Rigoldi, cappellano dell’Istituto penale minorile Beccaria e autore di “Un male minore”.
• I mediatori del reinserimento
Un ruolo nuovo per il volontariato, che si esprime nel lavoro per “ricucire lo strappo” con la società, coinvolgendo anche le vittime in laboratori di mediazione che operino per “spezzare la catena dell’odio”.
Depliant dell'iniziativa(formato .pdf)





