Il Volontariato si ritira
Il Volontariato si ritira
A SEGUITO DECISIONE DEL GOVERNO MONTI DI CHIUDERE L'OSSERVATORIO NAZIONALE DEL TERZO SETTORE il volontariato attraverso il Forum del terzo settore, la Convol e la Conferenza Regionale del Volontariato Veneto esprime l'inutilità di rapportarsi con un siffatto governo e annunciano il ritiro della propria presenza dai vari tavoli di concertazione e dalla Conferenza Nazionale dell'Aquila prevista per ottobre.
La speranza è che il Governo riveda la sua posizione tenuto conto che tale organismo non costa allo Stato. Parimenti il CSV di Padova esprime sorpresa nel costatare la decisione del Governo di privarsi di un organismo di dialogo e confronto della parte che più si impegna con gratuità per il Paese
SPENDING REVIEW, ECCO COSA CAMBIA PER COOPERATIVE E ASSOCIAZIONI
Gare d'appalto al massimo ribasso e restrizioni dei contributi dagli enti pubblici. Sbilanciamoci!: Testo in contraddizione con la normativa e con la CostituzionePADOVA - Articolo 4, commi 6,7,8. E' questo il nemico numero uno di cooperative e associazioni italiane, contenuto nel testo di legge della spending review. Tre commi che potrebbero ridisegnare il volto del sociale in Italia, scuotendo equilibri consolidati e mettendo in crisi i rapporti con gli enti pubblici. Un terremoto dovuto, sostanzialmente, a nuove restrizioni nelle procedure di finanziamento.Il primo colpo arriva al mondo dell'associazionismo: dal primo gennaio 2013 sarà vietato all'ente pubblico di erogare contributi ad associazioni con le quali e' gia' in atto una convenzione. In concreto, significa che queste realta' non potranno piu' ottenere alcun contributo per iniziative culturali, convegni o di sostegno alle proprie attività di carattere umanitario che esulano, appunto, dalla convenzione. Finora invece questo accadeva molto spesso - spiega Giulio Marcon, portavoce della campagna Sbilanciamoci! -. Invece dal prossimo anno cambia tutto, con un forte danno alle organizzazioni no profit.Il 2014 riserva altre due brutte sorprese. La prima riguarda le cooperative sociali e le associazioni che hanno in affidamento dei servizi. I benefici e le agevolazioni nelle gare d'appalto scompariranno e le gare d'appalto saranno soggette alla logica del massimo ribasso, con buona pace della legge 381/1991 che prevedeva apposite deroghe. Nel migliore dei casi questo significherà un ritardo nei tempi di assegnazione dovuto alla lunghezza delle procedure - sottolinea Marcon -. Nel peggiore dei casi, invece, si verranno a creare situazioni in cui alcuni servizi potranno essere affidati, in base al criterio di economicita', a organizzazioni prive delle caratteristiche essenziali per garantirne una buona gestione, scelte solo perchè costano meno.Un ulteriore colpo al sistema arrivera', sempre nel 2014, dal divieto per gli enti pubblici di dare in affidamento diretto dei servizi a enti privati e no profit in condizioni di emergenza. Il portavoce di Sbilanciamoci! lo spiega con un esempio: Mettiamo che in una provincia arrivino 200 rom, per cui si renda necessario allestire e gestire una tendopoli d'urgenza. Finora era possibile stanziare un finanziamento per l'attivazione del servizio a realtà del territorio specializzate che, per la propria unicita', potevano garantirne la gestione ottimale, come ad esempio Caritas o la Croce Rossa. D'ora in poi questo non sara' piu' possibile: bisognera' per forza rivolgersi a società pubbliche, come le multiservizi.Alla luce di queste novità, la mobilitazione è dietro l'angolo: Stiamo cerando di costruire iniziative che possano modificare questo testo - avvisa Marcon -, che ed e' in contraddizione non solo con le normative sulle cooperative sociali e il volontariato, ma in parte anche con la Costituzione, che all'articolo 45 fa riferimento alla particolare funzione sociale del movimento cooperativo. (gig)
FORUM DEL TERZO SETTORE ANNUNCIA IL RITIRO DA TUTTI I LUOGHI DI PARTECIPAZIONE
COMUNICATO STAMPA IL FORUM DEL TERZO SETTORE ANNUNCIA IL RITIRO DA TUTTI I LUOGHI DI PARTECIPAZIONE ISTITUZIONALE Dichiarazione del Forum Nazionale del Terzo Settore Roma 24 luglio 2012 - Il Forum del Terzo Settore, che ha partecipato ieri al 'Tavolo permanente fra il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ed il Terzo Settore' ha annunciato al sottosegretario Guerra che diserterà la VI Conferenza Nazionale del Volontariato in programma ad ottobre a l'Aquila e promossa dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, in collaborazione con l'Osservatorio Nazionale per il Volontariato e con essa tutti i tavoli di confronto e concertazione istituzionali, se il Governo non modificherà il decreto sulla spending rewiew. E' questa la decisione assunta dal Coordinamento Nazionale del Forum del Terzo Settore, recentemente riunitosi. 'Prendiamo drammaticamente atto che la spending rewiew viene usata a pretesto per ridurre gli spazi di democrazia e i momenti di confronto tra società civile e istituzioni e che le decisioni del Governo sembrano andare nella direzione di interrompere di fatto i rapporti con il terzo settore. Davanti ad uno scenario del genere non possiamo che esprimere profonda preoccupazione e la nostra ferma protesta. Chiediamo al Governo di tornare indietro rispetto alla decisione di chiudere gli Osservatori e gli altri istituti di partecipazione e di rivedere l'Articolo 4 della spending review che, nell'attuale formulazione, impedisce la realizzazione di importanti servizi sociali per la comunità. Se questo non accadrà, saremo costretti a disertare la Conferenza Nazionale del Volontariato e tutti i tavoli di confronto istituzionale promossi dal Governo. Siamo coscienti di muoverci su una linea che non ci e' propria e che non avremmo voluto intraprendere, ma ci troviamo costretti a dare segnali forti a questo Governo, che sta adottando scelte che vanno a ledere importanti diritti costituzionali, come quello della partecipazione, che sono il presupposto di eventi come la Conferenza del volontariato. Gli Osservatori non sono un fastidioso orpello, non costano nulla, sono invece dei luoghi istituzionali che garantiscono confronto e partecipazione, e quindi spazi di democrazia nel nostro Paese. Chiuderli è una decisione sbagliata che mette a repentaglio i valori alla base del nostro mondo, proprio in questo momento critico in cui, più che mai, il nostro Paese ha bisogno di rafforzare il proprio capitale di fiducia e di coesione sociale, precondizioni di qualsiasi sviluppo.'
LA CANCELLAZIONE DELL'OSSERVATORIO RIDUCE GLI SPAZI DELLA DEMOCRAZIA
COMUNICATO STAMPA La cancellazione dell'Osservatorio del volontariato riduce gli spazi della democrazia partecipativa. La ConVol chiede la revisione della norma La ConVol, Conferenza permanente delle associazioni, federazioni e reti di volontariato, riunita in Assemblea a Roma, esprime profondo dissenso e grande preoccupazione per la decisione del Governo italiano di cancellare l'Osservatorio nazionale del volontariato nell'ambito del Decreto Legge 95/2012 relativo alla cosiddetta Spending review. L'Osservatorio del volontariato, istituito dalla Legge quadro n. 266/91 ha rappresentato, nei venti anni di attuazione della Legge, uno strumento fondamentale di interlocuzione sistematica fra il volontariato organizzato e le istituzioni governative. La sua cancellazione – per altro mai discussa col volontariato italiano – rappresenta un fortissimo impoverimento degli spazi di esercizio della democrazia partecipativa. L'Osservatorio non comportava alcun onere per le finanze pubbliche e, dunque, risulta incomprensibile la scelta del Governo. L'effetto vero che si produce è il ridimensionamento delle possibilità di esercizio della funzione politica del volontariato, di cui, evidentemente, si preferisce considerare solo il ruolo di supplenza delle responsabilità pubbliche, ritenuto particolarmente utile in questo tempo di tagli ai servizi sociali. In questo frangente, invece, la Convol intende ricordare a tutti che 'Il volontariato è responsabile partecipazione e pratica di cittadinanza solidale in quanto si impegna per rimuovere le cause delle diseguaglianze economiche, culturali, sociali, religiose e politiche e concorre all'allargamento, tutela e fruizione dei beni comuni', come ricorda la Carta dei Valori del Volontariato. I Presidenti di tutte le associazioni, federazioni e reti nazionali del volontariato aderenti alla ConVol esprimono, dunque, fortissima deplorazione per la norma di cancellazione dell'Osservatorio del volontariato e chiedono che il Governo ripristini la normativa precedente. In riferimento ai commi 6, 7 e 8 dell'articolo 4 del Decreto Legge, che impongono il ricorso alle gare d'appalto per ogni fornitura di servizi alla Pubblica amministrazione, i presidenti chiedono altresì il ripristino dell'attuale normativa che regola il sistema degli affidamenti, e che, concretamente, consente la stipula di convenzioni con le organizzazioni di volontariato e la erogazione di contributi secondo il principio costituzionale di sussidiarietà. Esprimono, su tale questione, la piena disponibilità ad un confronto di merito sul tema, che consenta di tutelare pienamente le esigenze di trasparenza.
VOLONTARIATO, ''GOVERNO CAMBI ROTTA O FAREMO DA SOLI LA CONFERENZA NAZIONALE'
Spending review. Francesca Danese (CSVnet) annuncia la linea dure se dal ministero delle Politiche sociali non dovesse arrivare alcun segnale di inversione di marcia sulle questioni che coinvolgono il Terzo settoreROMA – Se dal ministero delle Politiche sociali non dovesse arrivare alcun segnale di inversione di marcia sulle questioni che coinvolgono il terzo settore in tema di spending review, 'siamo pronti a cambiare rotta sulla Conferenza nazionale del volontariato e promuovere una auto-convocazione, una conferenza per conto nostro'. È duro il commento di Francesca Danese, vicepresidente del Coordinamento nazionale dei centri di servizio per il volontariato, CSVnet, e presidente del Cesv, alle notizie che in questi giorni hanno scosso l'interno Terzo settore, riguardo la chiusura degli osservatori nazionali dell'associazionismo e del volontariato, insieme all'articolo 4 della legge sulla spending review, che secondo il Terzo settore va a colpire associazionismo e cooperative. Per Danese, la Conferenza nazionale del volontariato, prevista per i primi di ottobre di quest'anno all'Aquila, rischia di non passare indenne alle contestazioni. 'Ieri, durante l'esecutivo di CSVnet abbiamo detto che se alla fine il ministero andrà avanti per la propria strada, non è detto che non si faccia la conferenza per conto nostro con tutti gli attori del volontariato – ha affermato Danese -. Noi aspettiamo, ma se le cose si mettono male ci sarà un'auto-convocazione'.Sulla chiusura dei due osservatori, per Danese non è una questione di fondi. 'Rispetto alle risorse economiche, i due osservatori costano pochissimo – ha affermato -, per cui non credo si tratti di un problema di costi. Quello che ci preoccupa è che all'osservatorio arrivano le istanze da tutte le associazioni d'Italia. In una situazione di crisi economica e di pensiero, è fondamentale tenere insieme questo Paese con tutte le parti sociali che si sentono parte attiva di un processo di sviluppo di un nuovo modello di economia sociale. Saltare tutto ciò significa che questo Paese ha un problema di democrazia reale'. Dai territori, intanto, arrivano già i primi allarmi, ha aggiunto Danese. 'Quel tavolo è importante per capire strategicamente quale priorità deve affrontare questo Paese in tema di politiche sociali – ha aggiunto -. Abolire i due osservatori significa adottare una politica miope che non tiene conto dello sviluppo di un nuovo modello'. Un 'taglio inutile', , ha specificato Danese, 'ma mi preoccupa maggiormente la possibilità che ci sia un disegno di natura diversa. Mi auguro che venga fatta chiarezza, ma mi spaventa la leggerezza con cui si fanno queste manovre. Spero si tratti di una svista dettata dal caldo.(ga)



