Comunicato stampa
Padova, 8 luglio 2009
Nuova edizione aggiornata di “La privacy nelle associazioni di volontariato e non profit “
Pubblicazione in co-edizione CSV Padova e CSV Sardegna
E’ uscita a giugno 2009 la nuova edizione aggiornata del libro “La privacy nelle associazioni di volontariato e non profit”, n.28 della Collana Elementi in co edizione tra il Csv di Padova il Csv Sardegna.
L’autore Davide Cester:
La privacy è solo burocrazia? Qual è l’utilità di tutto questo meccanismo di informative, consensi, documenti, regole, divieti? La solita legge all’italiana piena di obblighi che nessuno rispetta?
Queste alcune delle (giustificate e spesso fondate) domande delle associazioni nel corso di questi cinque anni di attuazione del Codice della Privacy.
Questo aggiornamento del volume edito nel marzo 2005 si propone di indicare le sopravvenute modifiche e novità di legge e cerca di ulteriormente semplificare i problemi e gli adempimenti, alla luce dell’esperienza concreta e delle indicazioni venute dalle decisioni del Garante per la Protezione dei Dati Personali.
Non aiuta, certo, l’ultima modifica del Codice disposta con la Legge n. 133 del 6 agosto 2008 e alcuni recenti provvedimenti “a carattere generale” del Garante per la Protezione dei Dati Personali in tema di misure di sicurezza, che aggravano più che alleviare gli obblighi. E soprattutto non ha avuto sinora alcuno spazio l’esigenza del non profit di una disciplina che tenga in maggior conto le peculiarità del settore.
Ma al di là delle “carte” e del problema, che purtroppo rimane, di evitare le violazioni che possono avere conseguenze penali o civili o amministrative, a cosa devono puntare le associazioni e cosa deve considerarsi importante?
Certo, esistono campi estranei al non profit (si pensi alla biomedica, al giornalismo, alla sanità, alla pubblicità, alla giustizia, ecc.) in cui le questioni non sono solo formali: si tratta infatti di volta in volta di decidere in che misura vada tutelata la privacy in rapporto ad altri interessi e principi fondamentali, anche di rango costituzionale (la ricerca scientifica, la libertà di espressione e di cronaca, la libera iniziativa economica, l’accertamento dei reati, ecc.). Sono temi importanti e ancora aperti.
Come trattare i dati genetici che permettono di conoscere le caratteristiche non solo dell’individuo ma anche della sua discendenza, o che potrebbero essere utilizzati dalle assicurazioni per valutare il rischio assicurato o dalle aziende per valutare l’assunzione di una persona invece che di un’altra? Come assicurare sia la corretta informazione sia il rispetto della vita privata e della riservatezza, soprattutto in caso di minori o persone deboli? Come limitare o comunque regolare le “intrusioni” operate giornalmente da chi ci contatta al telefono, via mail o via posta?
Aspetti che coinvolgono l’individuo più che le associazioni o il volontariato.
Ma anche nel mondo del volontariato e del non profit c’è spazio per quella che è la “sostanza” della privacy: uno stile di servizio basato sul rispetto della persona, sull’attenzione e sulla fiducia, sulla capacità di accostarsi e di capire che tipo di “vicinanza” instaurare, e soprattutto di rendere certa la persona che il rapporto con l’ente sarà “fiduciario” e quello con il volontario confidenziale ed esclusivo.
“Privacy: privaci (all’inglese) o praivasi (all’americana)? Né l’uno né l’altro: semplicemente privacy (all’italiana) che fa rima con le disposizioni di legge emanate dal 1997 fino ad oggi e che pian piano hanno richiamato singoli cittadini, pubbliche amministrazioni, organizzazioni pubbliche e private a inderogabili responsabilità e a complicati adempimenti.
La presente pubblicazione è il risultato di uno scambio di “saperi” tra Centri di Servizio per il volontariato.
È sicuramente un valore in più, che si aggiunge alle delicate e complesse tematiche che il testo affronta con la competenza e la professionalità dell’Avv. Davide Cester.
Il Presidente del CSV Sardegna Giampiero Farru





