Invito alla stampa
Presentazione progetto
“Accordo di Rete per il reinserimento sociale delle persone in esecuzione penale”
Lunedi 2 febbbraio alle ore 12.30
Sala Gruppi di Palazzo Moroni - Padova
L’associazione Granello di Senape, Caritas Diocesana, Comune di Padova, Centro di Servizio per il Volontariato della Provincia di Padova e Fondazione Cassa di Risparmio Padova e Rovigo danno vita a un progetto che affianca il lavoro degli educatori penitenziari con la figura dell’Agente di Rete, un vero e proprio “anello di congiunzione” tra il carcere e la città.
L’iniziativa, già collaudata in Lombardia e Piemonte ma del tutto nuova per il Veneto, verrà presentata in conferenza stampa lunedì 2 febbraio, nella Sala Gruppi di Palazzo Moroni alle ore 12,30.
Presenti, oltre ai rappresentanti dell’Associazione “Granello di Senape Padova” (che gestirà il progetto grazie alla sua lunga esperienza di volontariato penitenziario, in carcere con la rivista “Ristretti Orizzonti” e lo Sportello di segretariato sociale e orientamento giuridico, e sul territorio dove segue i percorsi di reinserimento delle persone detenute), e ai rappresentanti degli Enti finanziatori (Comune di Padova, Centro di Servizio per il Volontariato della Provincia di Padova e Fondazione Cassa di Risparmio Padova e Rovigo), anche quelli degli altri “Anelli della Rete”: la Casa di Reclusione di Padova, l’Ufficio per l’Esecuzione Penale Esterna, la Magistratura di Sorveglianza, la Caritas.
E ci saranno anche i 4 educatori professionali (selezionati attraverso un concorso) che, già nel pomeriggio, entreranno al “Due Palazzi” per conoscere da vicino il nuovo ambiente di lavoro, la cosiddetta “Area Pedagogica” del carcere.
Nella Casa di Reclusione di Padova ci sono circa 700 detenuti, tutti in espiazione di una pena “definitiva”, ma vi lavorano soltanto 2 Educatori + 1 Direttore di Area: drammaticamente pochi per seguire ogni detenuto in un percorso di recupero, prima all’interno
del carcere (con il lavoro, l’istruzione, le iniziative di socializzazione, etc.), poi anche all’esterno (con i permessi, il lavoro esterno, la semilibertà).
Spesso l’Educatore finisce per essere sommerso dagli impegni burocratici interni al carcere e non ha tempo da dedicare alla progettazione e alla gestione dei percorsi di reinserimento, realizzabili solo se c’è un’interazione con il territorio (Volontariato, Terzo Settore, Enti Locali, Ulss, etc.), che deve farsi carico della persona, al momento della dimissione dal carcere.
Gli Agenti di Rete andranno a colmare questa carenza, lavorando all’interno del carcere ma anche sul territorio, e saranno di supporto nella progettazione e realizzazione delle attività per un miglioramento del sostegno ai percorsi di reinserimento sociale.
La vostra presenza è particolarmente gradita.





